ISTITUTO PER SORDI

REV. JAKUB FALKOWSKI

VARSAVIA POLONIA

 

 

Nota di introduzione.

 

La Polonia (dal 1025, il Regno Polacco) fu nei secoli XV-XVIII la maggiore potenza dell’ Europa centrale. Nel 1795 i continui attacchi dei vicini paesi imperialistici si conclusero con la perdita della sua indipendenza e la spartizione del suo territorio fra Russia, Germania e l’Impero Austro-Ungarico. Varsavia, la capitale Polacca, fu occupata dalla Russia.  Durante il cosiddetto “periodo della divisione” (1795-1918), avendo tradizione e cultura nazionali altamente sviluppate, insieme ad un forte amore per la libertà, la nazione Polacca lottò ininterrottamente per l’indipendenza.  I Polacchi combatterono per essa nelle guerre di Napoleone, attraverso quattro insurrezioni nazionali e la prima guerra mondiale. Alla fine della prima guerra mondiale la Polonia emerse come paese indipendente e stava ricostruendo con successo la propria potenza fino alla aggressione di Hitler e Stalin nel Settembre 1939. Varsavia fu quindi presa sotto l’occupazione Tedesca, durante la quale la diffusissima resistenza clandestina Polacca fu molto attiva. Il 1 Agosto 1944, quando l’Armata Rossa si stava avvicinando al fiume Vistola di Varsavia, i Varsaviani cominciarono a lottare apertamente contro l’occupazione Tedesca. Comunque, a causa di un ordine premeditato di Stalin, l’armata Sovietica si fermò e stette a guardare dall’altra riva della Vistola la tragica lotta Polacca. Durante questa insurrezione di Varsavia furono uccisi quasi un quarto di milione di Polacchi e l’intera città fu bruciata e completamente distrutta.

 

 

La storia dell’Istituto

 

Il fondatore e primo presidente dell’Istituto di Varsavia per Persone Sorde e Cieche fu padre Jakub Falkowski (1775-1848) del gruppo dei Piaristi.

Nell’Ottobre 1917, grazie ai suoi lunghi ed insistenti sforzi così come alla generosità del popolo Polacco, l’Istituto iniziò il proprio lavoro. All’inizio il gruppo si riuniva in parecchi luoghi modesti, Fu solo dopo diversi anni che furono raccolti fondi sufficienti per acquistare la proprietà, dove furono erette nel frattempo costruzioni supplementari e quelle vecchie furono ristrutturate e migliorate. A causa della espansione della città il territorio dell’Istituto è attualmente situato nel centro della Varsavia vecchia in una delle più belle e famose piazze, la “Piazza delle Tre Croci”. L’elegante costruzione principale dell’Istituto si trova di fronte ai resti della Chiesa di Sant’ Alessandro.

L’idea principale sia del fondatore che del personale dell’Istituto era di aiutare e aver cura dei bambini e dei giovani svantaggiati da sordità e cecità. Questo aiuto era nella forma di una educazione appropriata garantendo non solo gli studi di comunicazione con le persone normali mediante le capacità di leggere e scrivere e lezioni di Libere Arti e Scienza, ma anche l’addestramento professionale. Agli allievi dell’Istituto, provenienti soprattutto da famiglie povere, venivano date qualificazioni in molte professioni, come ebanisteria, carpenteria, tornitore, calzoleria, rilegatoria e il mestiere del sarto.

Gli allievi ciechi erano addestrati nella fabbricazione di corde, canestri, spazzole e imparavano a suonare vari strumenti. Questi studi erano spesso sotto la supervisione di eccellenti professionisti che lavoravano volontariamente in maniera continua con i bambini handicappati, (per esempio un famoso pittore Polacco, Wojciech Gerson, dette lezioni di pittura per sordi, e un conosciutissimo musicista Polacco Juliutz Stattleer fu insegnante di  musica per gli allievi ciechi). Dal 1871 la tipografia dell’Istituto iniziò il suo lavoro. Gli allievi sordi stampavano i libri e le riviste per se stessi, così come le edizioni in alfabeto Braille per ciechi; inoltre venivano offerti alcuni servizi per i clienti esterni.

Durante il periodo di divisione della Polonia, i sentimenti patriottici furono enfatizzati contro la dura propaganda degli occupanti Russi. Nonostante tutte le repressioni come la deportazione di un sacerdote dell’Istituto, padre Joseph Szczygiesky, in un campo di concentramento Siberiano, gli allievi sordi e ciechi continuarono a protestare contro i Russi mediante la partecipazione a scioperi scolastici e altre manifestazioni. Nel 1915 l’armata Russa che si stava ritirando evacuò parte degli allievi e del personale dell’Istituto, svaligiando i suoi edifici e rubando anche proprietà e capitali.

Dal 1918 quando fu restaurata la Polonia indipendente, l’Istituto ricominciò di nuovo a prosperare. Esso era ancora costituito da due sezioni: una per le persone sorde e una per le persone cieche. In ciascuna sezione vi erano alcuni gruppi pre-scolastici, una scuola di base di 8 anni e una scuola di addestramento professionale di 3 anni. Inoltre l’Istituto continuò a servire come scuola sperimentale per l’Istituto di Pedagogia Speciale. Nel 1939 prima che iniziasse la seconda guerra mondiale, l’Istituto per Sordi e Ciechi di Varsavia aveva una condizione rinomata ed era altamente stimato in Polonia e all’estero. Nei suoi edifici principali vennero educati 380 allievi; 225 di essi furono ospitati nel dormitorio locale.

 

L’occupazione Tedesca durante la seconda guerra mondiale , dal 1939 fino al 1945, fu un periodo molto duro per l’Istituto. Il Prof. Edwuard Zawadzki, presidente dal 1933, descrisse quegli anni come segue: “Le continue perquisizioni e le visite notturne della Gestapo, le convocazioni dal quartier generale della Gestapo, le minacce di evacuazione nei nostri edifici e la loro requisizione da parte dell’esercito Tedesco, le minacce di chiusura dell’Istituto - tutto ciò era molto stancante e snervante.  Nonostante ciò effettuammo attività cospiratorie: stampavamo giornali e riviste clandestine, distribuivamo bollettini e insegnavamo la storia, la letteratura e la geografia Polacche in incontri clandestini. Nell’Agosto 1944 e durante i 63 giorni della Insurrezione di Varsavia il nostro Istituto era una posizione importante per gli insorti Polacchi superati in numero e i suoi allievi sordi che continuarono a difenderlo contro le ben equipaggiate forze Tedesche. Questi allievi con il proprio sangue generosamente versato per l’amata capitale affermarono i loro diritti di cittadini Polacchi; dopo la resa il 6 Ottobre 1944, i Tedeschi evacuarono tutti gli allievi rimanenti e il personale dell’Istituto e li deportarono molto lontano, e bruciarono completamente gli edifici dell’Istituto...”

Sull’intero terreno dell’Istituto rimasero solo le rovine e le ceneri.

 

 

Negli anni 1939-1944 gli allievi e il personale dell’Istituto furono profondamente coinvolti nelle attività clandestine. Prima della Insurrezione di Varsavia la tipografia sotto la supervisione del Sig. Sienkiewcz collaborò con la resistenza Polacca, l’ Armata Nazionale, stampando bollettini clandestini, giornali e volantini patriottici. Durante l’Insurrezione di Varsavia gli allievi sordi parteciparono alla lotta con i loro insegnanti e tutori fino all’ultimo momento e le costruzioni dell’Istituto fornirono una Stazione di Emergenza della Croce Rossa e un ospedale per gli insorti.

Dai ricordi del Prof. Zawadzki e di alcuni suoi collaboratori si può dedurre che durante l’occupazione Tedesca molti membri del personale dell’Istituto compirono il proprio servizio con paghe minime o addirittura senza paga. Il Sig. Zawadzki fu convocato diverse volte al quartier generale della Gestapo dove subì un doloroso e pericoloso interrogatorio. Il Sig. Sienkiewicz, supervisore della tipografia, anch’egli interrogato dalla Gestapo, fu arrestato e deportato al campo di concentramento di Buchenwald.

Il 17 Gennaio 1945 l’Armata Rossa Sovietica entrò nelle rovine di Varsavia.

Immediatamente, nei primi gelidi giorni di Febbraio il personale e gli allievi dell’Istituto appena ritornati iniziarono a pulire il terreno, a rimuovere le macerie e le rovine e a ricostruire gli edifici.   Molto presto cominciò il regolare insegnamento; all’inizio nei seminterrati vicini e anche nei lontanissimi appartamenti sull’altra riva del fiume Vistola. Il processo di ricostruzione con la ripresa del lavoro dell’Istituto sotto la supervisione del Prof. Zawadzki procedeva così efficientemente che nel 1948 ogni cosa era ultimata e erano riprese le normali attività negli edifici ricostruiti.

 

Nel 1962 la sezione per ciechi venne separata e spostata nella periferica città di Laski. L’Istituto di Varsavia in Piazza delle Tre Croci divenne esclusivamente l’Istituto per i Sordi.

Durante gli anni successivi l’Istituto continuò i suoi servizi per coloro che erano colpiti dalla sordità. Attualmente, nei suoi edifici principali, vengono educati 180 alunni, metà dei quali ospitati nel dormitorio locale. Sotto la supervisione del presidente - Thadeus Adamiec, M.S., vice presidente - Jadwica Bajewska, M.S., e direttore del dormitorio - Jolanta Jagodzindka, M.S., ci sono 50 insegnanti impiegati insieme a 25 avvocati e 20 lavoratori amministrativi. Gli allievi sono raccolti in: 4 gruppi pre-scolastici (dai 4 ai 6 anni) e 19 gruppi di scuola di base (dal I al VIII grado). Inoltre, negli edifici dell’Istituto, viene condotto l’addestramento professionale in elettronica e giardinaggio. In cooperazione con scuole professionali esterne regolari viene inoltre organizzato l’addestramento professionale per persone sorde nel lavoro di cuoco e cameriere, sartoria e auto riparazione. L’Istituto per sordi serve inoltre come scuola sperimentale per l’Istituto di Pedagogia Speciale, i contatti stabiliti e la cooperazione con altre simili istituzioni in Europa è molto utile per migliorare il livello di metodi educati applicati. Per molti anni l’Istituto ha fornito diversi centri di speciale interesse per gli allievi, come: computer, danza, pantomima, matematica, letteratura Polacca e scultura, così come un gruppo di esploratori sotto il nome di “Tecza” (Arcobaleno). Un gruppo di insegnanti è stato attivissimo per molti anni organizzando viaggi in panfilo durante l’estate; dopo aver trovato degli sponsor, hanno noleggiato un panfilo sul quale gli allievi hanno già navigato attorno all’ Europa.

L’Istituto per Sordi di Varsavia è diventato famoso sul modello del Rev. Jakub Falkowski, che quasi 200 anni fa scrisse la frase seguente:

 

“La condizione delle persone sorde è miserabile quando lasciate al loro destino, private di una educazione decente, senza cognizione dei diritti e dei doveri essenziali dell’uomo, e guidati dalle necessità essi richiedono  adagi altri di più che gli esseri umani dovrebbero ricevere dagli altri. Le persone sorde, a dispetto della loro perdita dell’udito, non sono private della capacità di acquisire concetti esatti: cioè, esse sono capaci come le persone che parlano normalmente di assorbire l’educazione attraverso la quale essi possono diventare membri contribuenti della società.”