GERTRUDE EDERLE
di Stan Griffin
collaboratore eccezionale di Deaf Friends International
“Trudy” Ederle divenne famosa nel 1926 quando, come prima donna, attraversò a nuovo il canale della Manica.
In seguito ottenne gli applausi di migliaia di persone in occasione di manifestazioni di nuoto, esibizioni e show acquatici. Diventò perfino una star del cinema! Purtroppo nell’arco di sette anni il suo udito già compromesso peggiorò fino a diventare sorda quasi completamente e Trudy ebbe un esaurimento nervoso. Poi, come se non bastasse, durante una visita a casa di un amico cadde e fu costretta a portare un’ ingessatura per circa quattro anni. Nonostante questa serie di ostacoli Trudy rifiutò di arrendersi e fu capace di ritornare al nuoto.
Gertrude Caroline Ederle nacque a New York City il 23 ottobre 1906. Suo padre Henry Ederle era un macellaio proprietario di una salumeria a Manhattan. Trudy era una dei suoi sette figli. Il morbillo avuto a sette anni le costò parte dell’udito. A nove anni imparò da sola a nuotare su una spiaggia Highlands nel New Jersey dove la sua famiglia passava l’estate. Guardò due ragazzi che nuotavano a stile libero nel fiume e semplicemente copiò i loro movimenti. Trudy iniziò il nuoto competitivo a tredici anni e un anno dopo vinse la sua prima gara. Entrò nell’associazione del nuoto femminile l’anno successivo. Nel periodo dal 1921 al 1925, Trudy gareggiò con successo in molte manifestazioni sportive. Stabilì 29 records americani ed amatoriali in competizioni da 50 yards fino a mezzo miglio. Vinse molti campionati nazionali in stile libero. Ottenne il record mondiale per i 100, 200 e 400 metri. All’ età di quindici anni nuotò da Battery (un parco a sud dell’isola di Manhattan) fino a Sandy Hook, New York raggiungendola in meno di sette ore e superando il record maschile per quella distanza. Nel 1922 Trudy conquistò ben sette records mondiali a Brighton Beach, New York. Ai giochi olimpici del 1924 che si tennero a Parigi, Trudy vinse tre medaglie; due di esse erano di bronzo, la terza era in due gare stile libero femminile per la distanza di 100 e 400 metri, la medaglia d’oro come membro della squadra vincitrice, la vince nei 400 metri stile libero. Trudy nuotò per i primi 100 metri, lei e le sue compagne stabilirono un record mondiale. Dopo i suoi trionfi olimpici Trudy diventò professionista. Iniziò a programmare la traversata a nuoto della Manica (quella distesa d’acqua fra Inghilterra e Francia), cosa questa che mai nessuna donna era stata capace di attuare. Trudy, fece la sua prima prova nel 1925 sponsorizzata dall’associazione femminile di nuoto. Si esercitò a Highlands New Jersey. Sfortunatamente dopo aver passato solo nove ore in acqua fu costretta a smettere. Era normale che i nuotatori facessero vari tentativi prima di raggiungere il successo completo. L’anno dopo Trudy fece un secondo tentativo. Questa volta fu sponsorizzata da due giornali: il New York Daily News ed il Chicago Tribune. Un reporter di grido, Westbrook Pegler, fu incaricato di scrivere la cronaca della traversata di Trudy (avrebbe raccontato la storia come se fosse stata Trudy stessa a scriverla) . Trudy si allenò fino allo stremo per due mesi in Francia prima di tentare una seconda volta. Prima di entrare in acqua si ricoprì completamente di lanolina e si mise gli occhiali che aveva progettato da sè, erano fatti di vetro ambrato ed impermeabilizzati con cera e gomma. Un momento prima di iniziare a nuotare guardò l’acqua e il cielo e disse “Per favore, Signore, aiutami”. Trudy entrò nelle acque della Manica a Cap Gris-Nez in Francia alle 7 del mattino il 6 agosto 1926. Pegler, sua moglie, il padre di Trudy e il suo allenatore Thomas Burgess la seguirono con un piccolo rimorchiatore con le bandiere dell’America e della Francia (Burgess era un inglese che aveva attraversato la Manica nel 1911 dopo ben 11 fallimenti). Le acque della Manica erano mosse, i venti soffiavano forti, c’erano grosse correnti che la impaurivano e pioveva a dirotto. Il canale quel giorno era chiuso al normale traffico navale. Per Trudy fu estremamente difficile andare avanti. Dopo le prime 12 miglia, Burgess la invitò a uscire “E per che cosa?” rispose e andò avanti senza perdere bracciata. Trudy aveva deciso di usare lo stile libero che risultò lo stile di nuoto migliore per vincere lunghe distanze nonché il più sicuro e veloce. Si calcolò che a causa delle pessime condizioni del mare Trudy fu costretta a nuotare per 35 miglia per coprire la vera distanza di 21 miglia.
Recentemente Trudy ha detto che durante questa dura prova sentì che Dio era con lei. “Non mi stancavo mai, mangiai una coscia di pollo per mantenermi in forza. Gli ultimi 400 metri furono veramente tremendi ma niente ormai mi avrebbe fermato”. Dopo 14 ore e trentuno minuti di nuoto estenuante Trudy uscì dall’acqua a Kingsdown, Inghilterra. Non c’era molta gente ad accoglierla per le pessime condizioni del tempo e a causa del tempo fu costretta a cambiare rotta e a scegliere Dover (diverse miglia più lontana dalla costa). Viaggiò nel rimorchiatore e fu tenuta per circa tre ore in stato di fermo da un agente della dogana che assolutamente voleva vedere il suo passaporto prima di permetterle di entrare in Inghilterra!
Trudy Ederle realizzò la traversata in due ore meno rispetto al record stabilito n precedenza da un uomo.
Il suo record ha resistito per ben 35 anni.
Lo stesso giorno del suo successo un editoriale su un quotidiano londinese affermava che”...le donne devono ammettere che in un contesto di bravura fisica, velocita e resistenza, loro devono rimanere per sempre il sesso più debole”. Dopo aver compiuto l’impresa del giorno, è stata citata Trudy che diceva : “La gente pensava e diceva che le donne non avrebbero mai potuto attraversare a nuoto la Francia ma io ho provato che possono.” Il valore della sua impresa convinse il pubblico che una intensa attività fisica è altrettanto sostenibile dalle donne.
Dal momento che le notizie riportarono il successo Trudy, le i si trovò improvvisamente una celebrità, una versa star.
Al suo rientro a New York fu ricevuta con una parata di coriandoli, l’accoglienza tipica per gli eroi e le eroine americane. Da un sondaggio risultò che oltre due milioni di persone erano allineate lungo le strade per partecipare a quella parata e che anche Jimmy Walker la percorse insieme a lei. L’allora presidente Calvin Coolidge, le inviò un messaggio di congratulazioni.
Varie società ed organizzazioni la assumevano per pubblicizzare prodotti, apparire in pubblico ed effettuare esibizioni di nuoto. I teatri Vaudevilles la convinsero ad apparire sui loro palcoscenici. Fece parte dello show di nuoto di Billy Rose “Diamond Horseshoe”.
Altre comparse spettacolari insieme a lei furono i famosi Johnny Weismueller e Elenoir Holm.
Il famoso compositore, Irving Berlin, scrisse in suo onore un brano dal titolo “Trudy”. Venne scelta come l’atleta più popolare del 1926 battendo Ruth Babe degli Yankees.
Per quasi due anni Trudy fu perennemente in tours. Apparve anche in un film da titolo “Nuota, ragazza, nuota” recitando insieme a Bebe Daniels. Ad un certo momento Trudy guadagnò ben 2000 dollari alla settimana di cui ne donò la maggior parte all’associazione femminile nuoto.
Fu nel 1928 che Trudy capì di aver perso definitivamente l’udito. Nello stesso anno le venne un esaurimento nervoso.
La perdita dell’udito e l’esaurimento nervoso, furono imputati al lungo persiodo che ella aveva trascorso nella Manica lottando strenuamente contro gli elementi.
Trudy fu costretta a ridurre i suoi impegni e gradualmente si distaccò dalla vita pubblica sparendo dalle cronache dei giornali. Cinque anni più tardi (1933) Trudy subì un altro colpo: mentre era in visita ad un amico a Hampstead, Long Island, cadde da una scala difettosa, fratturandosi il bacino e danneggiando la spina dorsale. Per i successivi quattro anni Trudy fu costretta a stare ingessata.
A questo punto avrebbe potuto smettere di nuotare, ma Trudy non era ancora pronta per il ritiro. Affermò: “Ero così decisa che avrei nuotato anche a costo di farlo con mani o ginocchia”. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, ritornò al New York World’s Fair nel 1939, nuotando ancora per Billy Rose nel suo “Aquacade”. La sua prima apparizione si tenne il giorno 8 Agosto, quasi 13 anni prima aveva attraversato la Manica.
Durante la seconda guerra mondiale, Trudy lavorò all’aeroporto “La Guardia” di New York come impiegata presso le linee di volo americane. Vi lavorò cinque anni e mezzo.
Suo fratello era arruolato nell’aereonautica e anche Trudy voleva fare la sua parte. Durante gli anni 50 Trudy si ritirò parzialmente. In quel periodo insegnò nuoto a molti ragazzi della Lexington School per Sordi di New York.
Insegnò anche a studenti udenti. Uno di loro la ricorda come: “...una buona insegnante e molto carina”.
Trudy inoltre presiedeva incontri di nuoto al Parks Department e consegnò molti trofei. Nel 1953 entrò a far parte della Helms Foundation Hall of Fame a Los Angeles.
Nel 1959 fu vice presidente della U.S. Pool Corporation nonché membro del consiglio presidenziale per la salute della gioventù. Nel 1975 presenziò ad una cerimonia dove le venne dedicato un parco. Questo parco si trovava ad Highland nel New Jersey, dove lei aveva imparato da sola a nuotare e dove più tardi si sarebbe allenata per attraversare la Manica. Durante il suo discorso rivelò che era stata la prima ad indossare un costume a due pezzi. Sembra che avesse tagliato uno dei suoi costumi da allenamento “...cosicché non mi avrebbe vestito in modo pesante, né mi avrebbe avvitato la pelle ed io sarei stata decente ugualmente nel caso avessi fallito e mi avessero dovuto tirar fuori .”
Nel 1976 Trudy fu ospite d’onore al ricevimento per il cinquantesimo anniversario della sua traversata della Manica. Fino al 1966, all’età di 90 anni, Trudy ha vissuto a Manhattan con una persona che l’assisteva. Per vari anni ha portato un apparecchio acustico per compensare la sua perdita di udito che ora è praticamente totale. E’ anche capace di leggere le labbra. La sua salute è fragile e soffre anche di mal di schiena cronico.
Durante il periodo relativamente breve in cui è stata nell’occhio del ciclone, i suoi risultati l’hanno consacrata come figura di spicco mondiale. Non durò a lungo in quella particolare posizione. Tuttavia merita un elogio particolare per la sua determinazione a ritornare dopo non una, bensì dopo tre brutte sventure. Ebbe la meglio su tutto e fu capace di continuare a nuotare. A Trudy va pure reso omaggio per i suoi sforzi nell’aiutare i giovani che come lei hanno seri danni ed impedimenti all’udito.